Training dedicato all’utilizzo dei device di assistenza ventricolare

Si è tenuto, venerdì 3 maggio, all’interno dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio, un importante training sull’utilizzo di Heartmate 3, il dispositivo di assistenza monoventricolare sinistro, organizzato da Abbot in collaborazione con la Scuola di Specialità di Cardiochirurgia dell’Università degli Studi di Milano. Il training, che ha visto la partecipazione di alcuni dei migliori specialisti della struttura milanese di Gruppo San Donato tra cui il professor Francesco Donatelli, responsabile dell’U.O. di Cardiochirurgia Universitaria e Direttore della Scuola di Specialità di Cardiochirurgia Unimi, il dottor Maurizio Tespili, responsabile dell’U.O. di Cardiologia e il dottor Carlo Banfi, membro dell’équipe del prof. Donatelli, era rivolto agli specializzandi della Scuola di Specialità di Cardiochirurgia i quali hanno avuto la possibilità di testare in prima persona l’utilizzo di questo device di assistenza ventricolare innovativo, un valido aiuto per i pazienti affetti da insufficienza cardiaca allo stadio terminale. Questa condizione può essere causata da diverse patologie tra cui l’infarto del miocardio, le infezioni del cuore (miocarditi), le cardiopatie idiopatiche e le patologie della valvola cardiaca.

Nel corso del training questo stesso modello di assistenza monoventricolare è stato applicato a un simulatore, detto mock-machine, che riproduce il funzionamento in vitro di quello che avviene una volta che il device viene impiantato all’interno di un paziente. L’incontro ha così permesso agli studenti di assistere ed esercitarsi circa il funzionamento del dispositivo su cuori di cervo che, rispetto a quelli di altri animali, sono dotati di pareti relativamente fini che facilitano e ottimizzano l’inserimento del ventricolo artificiale riproducendo in maniera più verosimile il sistema cardiaco umano. Questo nuovo device di assistenza ventricolare rappresenta un valido e solido supporto sia per i pazienti in attesa di un trapianto cardiaco, sia per quei pazienti che non potranno beneficiare di un trapianto e per i quali la macchina sarà garanzia di vita.

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