Come trattare il reflusso gastroesofageo?

“L’attuale terapia farmacologica per il reflusso gastroesofageo, spiega il professor Davide Bona, responsabile dell’U.O. di Chirurgia Generale mininvasiva dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio, si basa sull’utilizzo degli inibitori di pompa protonica (omeprazolo e derivati) che riducono drasticamente la produzione di acido cloridrico a livello dello stomaco, eventualmente in associazione con farmaci di barriera che si dispongono sulla mucosa esofagea formando un sottile strato protettivo. Questi farmaci sono indubbiamente efficaci, ma devono essere assunti giornalmente e molti pazienti necessitano di un progressivo aumento della dose per rimanere asintomatici e mantenere così una qualità di vita accettabile”.

“Gli inibitori della pompa protonica, continua, non correggono il difetto meccanico dello sfintere esofageo (l’ernia iatale) e, inoltre, possono interagire a livello epatico con altri farmaci (in particolare gli anticoagulanti). L’utilizzo cronico può anche causare seri effetti collaterali quali osteoporosi, gastroenterite, nefrite interstiziale e polmonite ricorrente. Per queste ragioni, molti pazienti si rivolgono oggi al chirurgo in cerca di una soluzione definitiva al loro problema. L’intervento chirurgico di plastica antireflusso a 360 gradi secondo Nissen oppure a 270 gradi secondo Toupet, eseguiti per via laparoscopica, consentono di ripristinare la corretta funzione della valvola rinforzandola mediante la creazione di una plicatura gastrica intorno allo sfintere esofageo inferiore. Si tratta di interventi delicati che devono essere eseguiti in centri specializzati e da chirurghi esperti”.

“In alternativa all’intervento tradizionale, conclude Bona, è attualmente in uso nel nostro Centro anche un innovativo dispositivo magnetico applicabile per via laparoscopica: si tratta di un “collarino” costituito da una serie di piccoli magneti che si attraggono, impedendo il reflusso, e si rilasciano in risposta alla deglutizione, permettendo così al paziente di alimentarsi normalmente”.

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