All’Arab Health di Dubai, il know how della cardiologia interventistica dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio

Milano fa scuola nel mondo con il dottor Maurizio Tespili. Lo specialista, responsabile dell’unità di cardiologia dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano, è stato uno dei protagonisti dell’Arab Health di Dubai, evento tra gli appuntamenti mondiali più importanti del settore medico e medicale. Coadiuvato dal dottor Alfonso Ielasi, il dottor Tespili in particolare si è distinto nella sezione dedicata ai training di formazione, presentando davanti a centinaia di medici locali e internazionali, diversi casi di cardiologia interventistica, effettuati in diretta live dall’Istituto Clinico Sant’Ambrogio. 

“Siamo orgogliosi di aver avuto l’occasione di portare il nostro know howin un contesto così prestigioso a livello internazionale” spiega il dottor Tespili che, in meno di un anno dal suo arrivo all’Istituto Clinico Sant’Ambrogio, ha al suo attivo più di 750 angioplastiche coronariche e più di 120 procedure di cardiologia interventistica strutturale (TAVI), numeri che lo rendono un punto di riferimento a livello regionale per la cardiologia interventistica.

“La possibilità di offrire un know howscientifico d’avanguardia - continua - è stata particolarmente apprezzata anche dai vertici della sanità locale che hanno manifestato profonda gratitudine per lo sforzo organizzativo, umano e tecnologico del Gruppo San Donato”. 

Durante le sessioni, il dottor Tespili e la sua équipe hanno condiviso con colleghi provenienti da tutto il mondo informazioni aggiornate su argomenti ‘caldi’ della cardiologia interventistica coronarica, tra cui stent a rilascio di farmaco di nuova generazione, nuove tecniche per trattate stenosi coronariche, complicanze e tanto altro. Grande interesse, tra gli altri, ha suscitato un delicato intervento in diretta di ‘litotrissia’ intracoronarica, ultima frontiera dell'angioplastica coronarica effettuata con onde d'urto solo in centri ad alta specialità e su pazienti selezionati Lo ‘Shock Wave’, questo il nome del dispositivo in uso in Italia da poco più di un anno, è simile al palloncino che viene utilizzato nell'angioplastica tradizionale per dilatare meccanicamente arterie con evidenti calcificazioni e permettere l'inserimento dello stent affinché rimanga aperta, consentendo il regolare flusso di sangue.

Altra procedura seguita con particolare attenzione dai numerosi medici in sala è stata un’angioplastica complessa in paziente con lesioni multiple su vasi diffusamente aterosclerotici, in cui il vaso ammalato è stato trattato con un palloncino ricoperto di sostanza capace di bloccare la re-stenosi. L’alta specializzazione della cardiologia italiana ha permesso di ottenere questo riconoscimento e di creare delle sinergie che a breve porteranno alla creazione dei percorsi di formazione per medici provenienti dall’area del Golfo Arabico sia in loco sia nei centri cardiologici milanesi del Gruppo San Donato. 

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